L’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, associazione alla quale sono iscritto e di cui sono stato dirigente locale, sta per celebrare il suo Congresso Ordinario.
Poiché non potrò essere presente, ma lo seguirò da lontano, vorrei qui offrire alcuni spunti che, spero, possano stimolare qualche riflessione da parte dei delegati.
Il primo tema riguarda le modifiche allo statuto sociale.
Le modifiche alla “Carta Costituzionale associativa” sono affidate a una commissione obbligatoria, che come sempre sarà presieduta dal Presidente Nazionale, il quale inevitabilmente ne indirizzerà le scelte.
Credo sarebbe più giusto che tale commissione fosse presieduta, o meglio coordinata, dal Presidente del Congresso.
Uno dei capitoli da affrontare in materia di regole è quello del sistema elettorale, che oggi prevede metodi e norme differenti nei vari livelli, generando palesi discrasie.
Si dovrebbe inoltre chiarire e suddividere le competenze tra gli organi amministrativi, come le Direzioni, e quelli politici, come il Consiglio Nazionale o quello Regionale.
Un altro tema, che possiamo definire “classico” per i nostri Congressi, è l’istruzione.
Ritengo necessario che il Congresso avvii una fase di riflessione su come ripensare il sistema educativo vigente nel nostro Paese.
Per farlo, sarebbe utile istituire una commissione dedicata esclusivamente a questa materia.
La mia opinione è certamente opinabile, ma ritengo che l’attuale sistema educativo sia di fatto al collasso e stia causando un notevole impoverimento culturale dei disabili visivi e dei disabili in generale.
Aprire una riflessione senza denunciare il fallimento dell’integrazione scolastica sarebbe come voler costruire una casa partendo dal tetto.
Infine, si dovrebbe discutere di due temi tutt’altro che secondari: l’autonomia territoriale e le regole disciplinari.
Non è necessario ripercorrere qui i fatti accaduti, ma credo sia innegabile che l’attuale sistema non risponda a criteri di giustizia e garanzia.
Mi domando – e domando a chi legge – se in così poco tempo ci sarà davvero lo spazio per discutere e produrre documenti di valore.