5 settembre – Giornata Internazionale della Carità

5 settembre – Giornata Internazionale della Carità

Istituita dall’Assemblea Generale dell’ONU nel 2012, si celebra ogni 5 settembre in memoria di Madre Teresa di Calcutta, morta a Calcutta proprio il 5 settembre 1997 e proclamata Santa da Papa Francesco nel 2016. L’obiettivo voluto dalle Nazioni Unite è sensibilizzare governi e cittadini sul valore del volontariato, della filantropia e della lotta alla povertà, riconoscendo il ruolo della carità nell’alleviare le crisi umanitarie.

Il Vangelo dice che: “la carità è benigna”.

Se si guarda a questa parola, a questo gesto, ci si rende conto di quanto essere caritatevoli possa diventare un impegno di vita.

Essere caritatevoli, in primis, deve significare un cambio di approccio nelle relazioni interpersonali.
Non basta solo donare qualcosa a qualcuno, ma il dono deve essere un modo di vivere libero da sovrastrutture che spesso rendono difficile essere caritatevoli.

Penso che donare qualche spicciolo a chi chiede l’elemosina possa essere addirittura dannoso, mentre uno sguardo amichevole, una parola buona, un tentativo di entrare in relazione sarebbe più importante, anche se non sempre è facile.

Tutte le comunità dovrebbero essere predisposte all’ascolto, all’accoglienza e quindi alla carità.

Oggi le regole imposte dalla legge rendono più difficili i gesti di carità. Le associazioni fanno fatica ad accedere a donazioni o a gesti di carità perché devono predisporre documenti spesso complessi e talvolta rinunciano.

Ancora: la carità è condivisione.
Non credo sia semplicemente un condividere risorse materiali, siano esse economiche o beni, ma piuttosto un condividere valori, vita e futuro.

Dovremmo guardare a quanti si adoperano per il bene comune e sostenerli, sia praticamente sia diffondendo la cultura del dono.
Il dono è un modo di vivere, di rendersi parte attiva nel mondo che ci circonda.
Io sostengo delle realtà, ma non è questo il mio impegno principale.

Voglio stimolare tutti a rendersi attori e non spettatori, per rendere le nostre comunità più solidali, più positive e meno egoiste.

Cosa fare?

Non ci sono ricette salvifiche che ci indichino cosa fare e come, ma penso sia assolutamente importante sapersi guardare intorno per riconoscersi nell’altro, diverso da me, e cercare di porsi in ascolto e in dialogo.
Si parte dalle persone più vicine se si vuole poi poter guardare a quelle realtà lontane.

Madre Teresa, a cui è dedicata questa giornata, ha saputo con la sua vita farsi strumento di carità. Ha saputo vivere la propria fede calandosi dentro le miserie del mondo e sporcandosi le mani con azioni concrete, dagli slum di Calcutta ai lebbrosari.
Madre Teresa ha imposto anche alla Chiesa e ai potenti una riflessione dalla quale sono arrivate risposte.

Purtroppo le risposte sono infinitesimamente piccole di fronte alle necessità delle vite sofferenti.

Doniamo, dunque, ma facciamolo con un cambio di vita e di prospettiva.