Le elezioni regionali svoltesi in Veneto, Campania e Puglia hanno confermato le previsioni sia in materia di vittoria delle coalizioni sia, purtroppo, per il crollo della partecipazione al voto.
Nelle coalizioni si è già scatenata la rissa tra chi ritiene di aver vinto e chi non ammette di aver perso, ma anche il solito dibattito sulla legge elettorale nazionale.
Gli strateghi del centrodestra, come prima quelli del centrosinistra, propongono di cambiare la legge elettorale nazionale con la scusa di assicurare stabilità al Paese.
Credo che, come dimostra il governo Meloni, la stabilità si assicuri se la coalizione al governo è unita sulle scelte da compiere.
Pochi dicono che la maggioranza dei cittadini non ha partecipato al voto e che i nuovi governatori rappresentano la minoranza dei cittadini.
Il problema è legato alla credibilità della politica: poca formazione della classe dirigente, poco ricambio generazionale e un sistema elettorale che sfiora il ridicolo.
Noi ancora votiamo con la matita copiativa mentre, per esempio, in India si vota via mail da molti anni e in tanti altri Paesi si vota per posta.
Un altro problema è relativo al frazionamento del voto: si vota in epoche diverse, in anni e mesi diversi, e non si capisce come mai non si uniscano tutte le elezioni in una sola tornata elettorale annuale. Si potrebbe scegliere un giorno e un mese all’anno in cui si vota, e in un solo giorno. Questo porterebbe, dopo poco tempo, a votare solo ogni cinque anni in una tornata unica nella quale rinnovare i Consigli comunali, i Consigli regionali e il Parlamento.
Una cosa che non capisco è perché non si voglia cogliere la sfida del digitale a livello elettorale. Con il Comitato Rinascita UICI abbiamo proposto l’istituzione dei seggi digitali grazie all’onorevole Furfaro del PD. Lo abbiamo fatto per dare ai ciechi e agli ipovedenti il riconoscimento del diritto al voto davvero segreto, ma anche per offrire a tutti un metodo di voto che favorisca la partecipazione e la velocità delle operazioni elettorali.
Si parla di digitalizzazione, ma guai a renderla reale e disponibile per le elezioni.
Faccio appello ai parlamentari affinché sostengano la proposta dell’onorevole Furfaro, perché diventi uno strumento che ci porti finalmente alla conquista di un mezzo di libertà.