In questa estate meno torrida di quello che ci aspettavamo, sto leggendo l’auto biografia del compianto papa Francesco.
Davvero un bagno nella storia dei nostri migranti e nella storia di un uomo che nella sua vita ha vissuto pienamente incontrando tutte le esperienze della sua realtà sociale.
Il giovane Bergoglio durante il suo tirocinio incontra una donna straordinaria che lo aiuta a riflettere sulla questione socio politica e lui lo fa profondamente e senza pregiudizi. Legge, si informa e riflette.
Un libro molto importante, quasi una confessione aperta che aiuta la riflessione sociale e quella di fede.
Uno dei passi che mi ha colpito di più è il seguente tratto dal capitolo 12:
“Una volta ho detto che i comunisti ci hanno rubato la bandiera perché la bandiera dei poveri è cristiana, ed è indubitabilmente vero: il Vangelo, il capitolo 25 di Matteo, il protocollo sul quale saremo giudicati, viene assai prima di Lenin. In tutti i sensi.
Chi crede in Dio, chi crede in Gesù Cristo e nel suo Vangelo, sa che il cuore del Vangelo è l’annuncio ai poveri. Basta leggerlo. Gesù è estremamente chiaro in questo. Dice di se stesso: “Mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; a rimettere in libertà gli oppressi…” (Lc 4,18). Ai poveri. Quelli che hanno bisogno di salvezza, che hanno bisogno di essere accolti nella società. Poi, se uno legge il Vangelo, vede anche che Gesù aveva una preferenza per gli emarginati: i lebbrosi, le vedove, i bambini orfani… E anche per i peccatori… e questa è la mia consolazione. Perché pure quella del peccato è una povertà da redimere, una schiavitù da cui affrancare.”
Leggere il vangelo da questo punto di vista significa mettere al centro il messaggio che il Cristo ha voluto portare al mondo anche se sapeva che questo messaggio lo avrebbe portato sul duro legno della Croce.
Sono stato colpito da questa frase perché ho sempre pensato che il messaggio più rivoluzionario della storia umana é proprio stato lanciato da quell’uomo crocifisso dalla stupidità umana.
Quel messaggio é la vera radicalità perché oltre a quando aveeva predicato in vita, dalla croce Cristo lanciò un grande messaggio di pace: “Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno”
Il perdono che Bergoglio riprende nel suo libro in più parti e in diverse circostanze vedendolo come un elemento di conversione, come un cambio di percorso nella vita dell’uomo.
Cristo poi disse al discepolo che amava: “figlio ecco tua madre” e alla madre disse: “madre, ecco tuo figlio”.
Con un messaggio forte indicò al mondo il suo nucleo fondante: la famiglia.
Nel libro di Bergoglio viene esaltato il ruolo della famiglia a prescindere dalle sue inclinazioni ideali. La famiglia viene vista come nucleo fondante della società ma anche come centro di formazione.
Credo che nel nostro mondo la famiglia abbia ancora la sua importanza ma da più parti si dice che ha perso forza educante e invece io penso che le famiglie di oggi siano solo meno aiutate dalla comunità politica e dalle leggi.
Si riflette spesso su come é composta la famiglia inve di preoccuparsi delle difficoltà socio economiche in cui versano le famiglie comunque composte.
In questa frase papa Francesco ci esorta a modo suo a farci prossimo a saper guardare alle povertà del mondo e invita la Chiesa a riappropriarsi del centro della predicazione di quel cristo che fu crocifisso nella presunzione che uccidendolo avrebbero ucciso il suo messaggio.
In realtà quel messaggio, come dice Bergoglio, é quanto mai attuale sia per chi ha fede che per i non credenti.
Oggi le differenze sociali sono sempre più accentuate; ci sono sempre più persone in povertà economica e culturale e sempre più ricchi che controllano le vite di tutti con le loro azioni spesso poco commentabili.
In questi giorni a Roma si é svolto il giubileo dei giovani e papa Leone ha esaltato il valore dell’amicizia e a me ha colpito perché l’amicizia é un valore a cui ho creduto e credo da sempre. L’amico non solo é un tesoro ma é anche un chicco di grano che può generare pace e un mondo ancora possibile.